Cerco un Sessuologo a Roma

Cerco un Sessuologo a Roma, cosa è utile sapere

Cerco un sessuologo a Roma,  come scegliere?

 

Alcune informazioni di base

Cerco un sessuologo a Roma, alcune informazioni di base possono essere utili per orientare la scelta.

La sessualità, com’è noto, presenta tre aspetti: quello ricreativo, quello comunicativo, e infine quello procreativo.

Di competenza del sessuologo sono problemi che riguardano i primi due aspetti, mentre il terzo è di competenza del ginecologo, dell’andrologo o dell’endocrinologo. E’ utile rivolgersi ad un sessuologo, quando non si riesce a trarre il legittimo piacere un rapporto sessuale e/o uno o entrambi gli elementi della coppia ritengono non esserci un sufficiente equilibrio nella relazione erotica e quando, una volta riconosciuto che il problema esiste e si è constatato che i tentativi  per risolverlo si sono rivelati un  fallimento.

Per chi abita a Roma c’ è solo l’imbarazzo della scelta. Per lui la risposta alla domanda: ” cerco un sessuologo a Roma” puo paradossalmente divenire più complessa proprio per la varietà dell’ offerta.

La sessualità e sostenuto da un’intensa attività mentale che stimola e sostiene l’eccitazione, ma anche da un complesso sistema d’organi in interazione tra loro attraverso gli ormoni, il sangue e il sistema nervoso. Un atteggiamento mentale fluido e un buon funzionamento della componente organica interessata, sono entrambi importanti. La stragrande maggioranza dei disturbi sessuali non presenta alcun problema organico, tuttavia è buona norma sottoporsi ad una visita da un medico di base: questi saprà eventualmente dirigerci verso uno specialista per un controllo approfondito. Diversi sono i medici specialisti che possono essere utili: il ginecologo, neurologo, l’andrologo e, ancora l’endocrinologo se si ritiene che il problema sia di carattere ormonale. Una volta escluse responsabilità organiche, cosa che, ripeto, rappresenta la norma, allora ci s’indirizza da un sessuologo.

Il sessuologo è una figura professionale che s’interessa di problemi attinenti alla sfera della sessualità e dell’erotismo. Di norma è uno psicologo che ha conseguito una specializzazione di 4 anni successiva alla laurea che gli ha concesso il titolo e l’ abilitazione a fare quella che viene chiamata la psicoterapia. Personalmente trovo scorretto il termine “terapia” che va usato quando s’interviene su una malattia e preferisco il più pragmatico “Problem Solving” in pratica soluzione del problema. Il sessuologo esperto  è in grado di capire la natura del problema ed è in grado di intervenire sulla persona o sulla coppia in modo da risolvere con poche sedute la defaillance. Oggi, grazie alla Terapia Breve Strategica, siamo in grado in poche sedute di risolvere in maniera definitiva problemi che magari si trascinano da molto tempo. Il terapeuta è in grado di individuare il meccanismo di base che ha creato il problema è che lo tiene in vita. Attraverso mirate domande poste al cliente o alla coppia,   si rende conto di come  le persone che si rivolgono a lui si sono create il problema e di come molto frequentemente, per non dire sempre, il tentativo di risolvere lo stesso non faccia altro che alimentarlo. Pochi, semplici compiti mirati e calibrati sulle specificità della persona o coppia che si rivolge a lui, producono effetti di sblocco in una percentuale elevatissima di casi ( oltre il 90% dei problemi trattati)  ( vedi sito ufficiale CTS).

A Roma Il CTS opera nello Studio in Via Flaminia 29, dove c’è anche la sede dell’IRP Istituto di Ricerca in Psicoterapia, del quale la Dott.ssassa De Marchi è Vice Presidente.

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cerco un sessuologo a Roma

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Il sessuologo deve avere un atteggiamento non pregiudiziale. Non esiste un modo sano o normale di fare sesso. Tutti i comportamenti e le iniziative tendenti a far aumentare il piacere del rapporto sono adeguate, purché le persone coinvolte siano consenzienti. Persino microcomportamenti che vedono la loro presenza in problematiche più complesse come quelle definite Parafilie, termine oggi preferito al desueto Perversioni Sessuali, sono ammesse e non costituiscono alcun problema se c’è la consapevole accettazione e partecipazione dei partners.

Un altro modo di vedere la natura del problema, oltre a differenziare la presenza di un danno organico o più semplicemente l’esistenza di un disturbo psicologico, consiste nel vedere in quale fase dell’attività sessuale il problema si presenta. Le fasi del rapporto sessuale sono normalmente divise in tre fasi: desiderio, eccitazione, orgasmo.
Si parla di dis-funzione sessuale, quando una di queste fasi e disturbata.
Per la sfera dei Disturbi del Desiderio Sessuale si parla di Disturbo del Desiderio Sessuale Ipo-attivo, quando il desiderio è scarso, mentre si parla di Disturbi da Avversione Sessuale, quando la repulsione produce l’attivo evitamento del contatto sensuale genitale con il partner.

Nella sfera dei Disturbi dell’Eccitazione Sessuale la caratteristica è dovuta alla mancanza della fase di eccitazione sessuale o dall’incapacità a mantenerla per tutta la durata del rapporto, questo sia negli uomini che nelle donne. Parliamo di Disturbo Maschile dell’Erezione quando  insoddisfacente è la durata e la qualità dell’erezione del pene.

Per ciò che concerne i Disturbi dell’Orgasmo Maschile e Femminile troviamo,  a fronte di una normale eccitazione,   la difficoltà nel raggiungimento della fase dell’orgasmo; Nell’uomo si può aggiungere il problema dell’’Eiaculazione Precoce.

Altre condizioni possono pregiudicare il raggiungimento del piacere. Tra queste troviamo il Disturbo da Dolore Sessuale, detto anche Dispareunia quando si avverte dolore in concomitanza del colto, o di Vaginismo quando il dolore è prodotto dalla contrazione involontaria dei muscoli perineali che circondano la vagina. In altre occasioni situazioni di malattie non strettamente legate alla sfera sessuale possono condizionare in senso negativo la qualità dell’attività sessuale, così come il rapporto può essere deteriorato dall’uso o meglio dall’abuso di sostanze quali droghe o alcol. Queste ultime rappresentano tuttavia possibilità relativamente poco frequenti.

Un capitolo a parte meritano quelle che una volta erano chiamate Perversioni Sessuali, e oggi sono invece definite Parafilie. In queste manifestazioni il problema non è quello del mancato funzionamento dei meccanismi desiderio-eccitazione-orgasmo, ma è un problema di modalità stereotipata, rigida di procurarsi il piacere e/o  d’imposizione delle proprie modalità erotiche ad uno o più partner non consenzienti.

In altri termini il parafilico raggiunge normalmente l’orgasmo e continuerebbe a praticare il sesso in quella specifica modalità se non fosse che nel fare questo infrange la Legge e quindi può avere conseguenze addirittura penali, come nel caso rappresentativo della Pedofilia.

Come dicevamo all’inizio, le pratiche del parafilico assumono connotazioni di normalità se sono inserite in una situazione nella quale l’erotismo è alimentato da comportamenti variegati ed elastici e se non sono imposti al partner. E’ per questa ragione che si è preferito l’uso del termine “parafilia”  a “perversione sessuale”, perchè meno carica di connotazioni morali negative.

Infine c’ è una “zona grigia” d’interesse del sessuologo,  dove di nuovo non c’è una difficoltà nel provare il piacere, ma c’è più una sofferenza legata all’identità di genere. Affermerei che questo è più un campo di pertinenza dello psicoterapeuta genericamente inteso, piuttosto che di una figura professionale specializzata in interventi focali, finalizzati a risolvere un malessere circoscritto ad un ambito specifico dell’esistenza.

Non abbiamo dato una risposta esplicita alla domanda:
“Cerco un Sessuologo a Roma”
perché crediamo che la risposta vada ricercata nelle cose dette in questa pagina e nel resto del sito.