Parafilie o perversioni sessuali

Cosa sono le perversioni?

 

perversione

 

Il DSM ( Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), nelle ultime edizioni,  ha sostituito il termine “perversione” con “parafilia” per liberarlo dall’ implicito giudizio morale. Tuttavia questa componente di giudizio è rimasta nella società e il soggetto parafilico è visto con sospetto circa le sue abitudini sessuali e quindi come “vizioso”, concetto molto vicino a “perverso”.

 

Perverso è chi approfitta della debolezza dell’altro per farlo intenzionalmente soffrire.

 

Questo è ciò che riporta Wikipedia. In effetti il termine deriva dal latino perversum  che vuol dire stravolto.  Ora una persona può essere  stravolta dall’ eccitazione sessuale e non per questo essere considerata una persona perversa .
Ciò che stabilisce il discrimine tra ciò che è considerato 
accettabile e ciò che invece va stigmatizzato e proibito, è costituito dal fattore assenza di consenso da parte del partner e/o dalla creazione di problemi sociali conseguenti all’ eccitazione per il soggetto stesso, come ad esempio l’ arresto da parte delle forze dell’ ordine.

 

Le perversioni sessuali sono delle forme di comportamento compulsivo che, se non controllato, può recare danni a se e agli altri. Condividiamo in questo senso quanto afferma la Mayo Clinic e cioè che il limite tra normalità e patologia è dato dal grado di problematicità prodotto dall’ intensità della compulsione.

 

Il DSM IV, Il manuale che usano gli psichiatri per fare la diagnosi delle malattie mentali, nella quarta edizione, divide i problemi sessuali in tre grandi classi:

 

    • Disfunzioni sessuali

    • Perversioni sessuali o parafilie

    • Disturbi dell’ identità di genere

 

 

 

Classificazione problemi sessuali
classi di problemi sessuali nel DSM IV

Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente. Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.

Come abbiamo visto le perversioni sessuali sono chiamate parafilie. Il termine parafilia deriva il suo significato da due parole greche, para cioè vicino, accanto, e filia che significa amore, affinità. Così concepito il termine perde il senso di gravità che aveva e ci conduce al concetto di che somiglia all’ amore. Ciò che lo differenzia, nella sostanza, è l’ aspetto feticista delle fantasie e dei comportamenti  Per  Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono  Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.necessari solo saltuariamente.parafiliaci.

 

Il perverso ama una parte del tutto, ama questa parte che  Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.per lui diviene la totalità, la completezza. Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.

 

Inoltre nel DDM IV leggiamo:

Una Parafilia deve essere distinta dall’uso non patologico  Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.di fantasie, comportamenti, o oggetti sessuali come stimolo per l’eccitazione sessuale in soggetti senza Parafilia. Le fantasie, i comportamenti o gli oggetti  Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.sono parafilici solo quando portano ad un disagio clinicamente significativo o ad una menomazione (per es., sono vincolanti, esitano in disfunzioni sessuali, richiedono la partecipazione di  Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.soggetti non consenzienti, portano a complicanze legali, interferiscono con le relazioni sociali).”

 

Per fare un esempio, oggi si parla di Perversioni in rete intendendo con queste una serie di comportamenti definibili ossessivi, che producono  isolamento sociale, incremento dell’ introversione e spesso decurtazione anche sostanziale del tempo da dedicare al lavoro per privilegiare queste attività su internet.

 

Secondo Adele Fabrizi, ” Oggi gli studiosi concordano sul fatto che fantasie perverse si riscontrano regolarmente in tutto il comportamento sessuale adulto, ma nella maggior parte dei casi , tendono a causare pochi problemi in quanto non vengono esperite come compulsive, cioè la  persona non sente il bisogno di metterle necessariamente in pratica. In alcuni casi ‘moderati’, i soggetti trasformano la fantasia in azione, ma molto raramente.”(1)

In sintesi le caratteristiche essenziali di una Parafilia sono fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, che in generale riguardano

 

1) oggetti inanimati,

 

2) la sofferenza o l’umiliazione di se stessi o del partner, o

 

3) bambini o altre persone non consenzienti,

Per alcuni queste fantasie e stimoli sono necessari per avere l’ eccitazione, per altri invece sono necessari solo saltuariamente.

Si è già detto che la diagnosi di PedofiliaVoyeurismoEsibizionismo Frotteurismo viene fatta quando la gli impulsi o le fantasie sessuali causano considerevole disagio o difficoltà interpersonali. Per il Sadismo Sessuale, viene formulata la diagnosi se la persona ha agito senza il consenso del partner.

Nella pedofilia ciò può portarlo anche all’ arresto.

 

Peraltro i reati sessuali contro i bambini costituiscono una parte significativa di tutti i crimini sessuali riportati, e i soggetti con Esibizionismo, Pedofilia, e Voyeurismo costituiscono la maggior parte dei criminali sessuali arrestati. In alcune situazioni, la messa in atto delle fantasie parafiliche può comportare lesioni autoprovocate (come nel Masochismo Sessuale). Un altra forma di disagio può essere provocata dalla non accettazione da parte degli altri di questi comportamenti, specie da parte del partner, o da parte degli astanti nel caso di esibizionismo. Molto spesso però comportamenti esibizionistici o feticistici non vengono alla con oscenza perchè questo non ha messi gli autori in conflitto con i partners sessuali o con la società.

 

In sintesi le parafilie o perversioni sessuali includono l’Esibizionismo (esposizione dei genitali), il Feticismo (uso di oggetti inanimati), il Frotteurismo (toccare o strofinarsi contro una persona non consenziente), la Pedofilia (focalizzazione dell’interesse sessuale su bambini prepuberi), il Masochismo Sessuale (ricevere umiliazioni o sofferenze), il Sadismo Sessuale (infliggere umiliazioni o sofferenze), il Feticismo di Travestimento (indossare abbigliamento del sesso opposto), e il Voyeurismo (osservare attività sessuali).

 

Le perversioni sessuali sono solo maschili?

Secondo il DSM IV edizione italiana,   “tranne che per il masochismo sessuale, dove il rapporto tra i sessi è stimato di 20 maschi per ciascuna femmina, le altre parafili non sono quasi mai stata diagnosticata nelle femmine, anche se sono stati riferiti alcuni casi”.

 

Ciò potrebbe far pensare ad una caratteristica del DNA che predispone il genere maschile, più di quello femminile , a questo tipo di perversione. Questa ipotesi va però integrata con una serie considerazioni di natura sociale culturale che mostrano di avere una grande influenza sulla predisposizione da parte dei maschi. In effetti esistono anche perversioni femminili che però sono meno osservate e per questo meno diagnosticate.

 

Oggi la Società occidentale è improntata al maschilismo.

 

Può essere utile a questo proposito considerare quello che Fritjof Capra[1] scrive a proposito dell’evoluzione della nostra società. Partendo dalla divisione che la cultura cinese fa fra gli opposti yin e yang, dove al primo appartengono valori ed atteggiamenti culturali quali: femminile, conservativo, responsivo, cooperativo, intuitivo, sintetico e al secondo appartengono atteggiamenti quali maschile, espansivo, aggressivo, competitivo, razionale, analitico, conclude: “Se si considera quest’elenco di opposti, è facile vedere come la nostra società ha favorito costantemente lo yang a scapito dello yin… quest’orientamento, sostenuto dal sistema patriarcale e incoraggiato ulteriormente dal dominio della cultura sessista durante gli ultimi tre secoli.[2]

 

Questa evoluzione della nostra società ha fatto si che “seguendo l’approccio di Freud, la maggior parte degli analisti continuò (e ancora oggi molti continuano) a definire le perversioni come aberrazioni sessuali basate su un disperato bisogno di quelle cose o aspetti di cose, persone o aspetti di persone, che possono servire come condizione obbligatorie per raggiungere l’erezione e l’orgasmo.L’ accento posto sulla ricerca di conferme della virilità causò la diffusione dell’ assunto che le perversioni fossero, nella maggior parte dei casi, un’ attività maschile.”[3]

 

In effetti le perversioni femminili si manifestano in forma diversa, e questo in virtù del fatto che differenti sono le forme attraverso le quali si manifesta l’ aspetto feticista delle fantasie e quindi degli atti parafiliaci.

 

Mentre il maschio, coerentemente con lo stereotipo imposto dalla società, eprime nella perversione la sua virilità. la femmina vive la propria femminilità attraverso la sottomissione sessuale estrema ad un uomo identificato come uomo fallico. Oppure nel mascheramento di femminilità la donna sacrifica il suo lato femminile assumendo i ruoli del maschio, ad esempio attraverso il successo nel lavoro, salvo poi vivere una sessualità nella quale l’ umiliazione e la sottomissione le consentono di riequilibrare apparentemente la situazione.


 

[1] Fritjof Capra, Il punto,di svolta ,Universale economica Feltrinelli , Milano,2012

 

[2] F Capra, opera citata, pag 35

 

[3]Le perversioni sessuali, C. Simonelli et aa, 2000, Franco Angeli, Milano, pag 40