Disturbo del desiderio sessuale

Ribadiamo il concetto fondamentale, evidenziato pure nel [DSM-IV, 1994], che non esistono parametri rigorosi che stabiliscono quale sia il funzionamento “normale” in nessuna delle 4 fasi sessuali ( desiderio,eccitazione, orgasmo e risoluzione).

Condizioni di distress possono condizionare pesantemente soprattutto la prima fase, quella del desiderio, la cui mancanza o calo sarebbe un epifenomeno di un problema relativo ad altro ambito.

Specificamente parliamo di disturbo del desiderio sessuale quando siamo in presenza di assenza o diminuzione importante di desiderio e fantasie sessuali rispetto allo standard abituale del soggetto,  tenendo conto anche dell’ età.

Nella clinica il problema è più frequentemente riportato da soggetti maschili, e questo può essere imputato anche alla educazione che la vuole meno interessata a questo ambito: “Non lo fo’ per piacer mio ma per dare un figlio a Dio” recitava un vecchio adagio noto alle nostre madri. Una interessante storia del significato culturale attribuito al corpo femminile si può leggere nel sito Il Calderone Magico.

Il disturbo riguarda il 20% della popolazione, e prima di rivolgersi ad un sessuologo è bene verificare che non ci siano alcune situazioni associate come:

  • Problemi ormonali (diminuzione della produzione di testosterone per disfunzioni gonado-ipofisarie)
  • Assunzione di farmaci che producono aumento di prolattina
  • Malattie organiche quali adenoma ipofisario, malattie autoimmuni,tumori comprimenti l’ ipofisi)
  • Patologie ai testicoli (infezioni, traumi, criptorchidismo)
  • Patologie organiche varie che compromettono la funzione testicolare
  • Abuso di alcool o assunzione di farmaci beta-bloccanti, antidepressivi, droghe  ecc.

Quando la ragione del disturbo del desiderio sessuale è di natura psicologica, sia primaria che secondaria a situazioni di distress, allora il problema è di competenza del sessuologo. Nei casi nei quali la ragione fosse da attribuire alle circostanze sopra riportate, che producono problemi ormonali, spesso subentra anche un problema psicologico dovuto alla situazione vissuta dal soggetto come penosa. Anche in questi casi il ricorso al sessuologo è utile.

Inoltre il calo del desiderio può indurre problemi relazionali con il partner, anche per il ricorrere a scuse per evitare il rapporto sessuale, scuse  che nel tempo divengono insostenibili e vengono ricusate dal partner che si sente offeso anche per quella che frequentemente è definita mancanza di rispetto che si aggiunge alla mancanza di attenzione fisica.

D’ altro canto, il partner affetto da disturbo del desiderio sessuale, se costretto a farlo, provano un senso di repulsione e contaminazione, che se protratto, può sfociare nel Disturbo da avversione sessuale